Madre Natura, così la chiamiamo, è la misteriosa forza che ci ha permesso di esistere, la suggestionante cornice di tutta una vita.. possiamo amarla, contemplarla, studiarla ma purtroppo non possiamo ne prevederla, ne contrastarla.. e così quando si scatena con la sua forza incontrollabile ci lascia inermi, permettendoci solo di commentare le dolorosa impronta che lascia quando tutto è finito.
Ed eccoci qua, un’intera Italia a commentare il tragico scenario che il terremoto ha impresso, questa volta, sull’Abruzzo: località ridotte in macerie, intere famiglie senza casa, una popolazione gettata nella paura e nella disperazione..è davvero inquietante, ma resta il fatto che per tutto questo ci sarà un rimedio, ci vorranno anni di fatica, ma le case si ricostruiranno di nuovo, e quelle città torneranno a vivere.. qualcos’altro invece non potrà tornare mai: 295 vite, tra cui quelle di troppi giovani e bambini, ed è questa, senza dubbio, l’orma più dolorosa.
noi dell’associazione ci sentiamo davvero molto vicini a tutte quelle persone che hanno perso i loro cari, nelle loro lacrime abbiamo rivissuto le nostre, perché capiamo cosa significa ritrovarsi all’improvviso senza qualcuno di importante e non poter far nulla per cambiare le cose.
abbiamo rivisto Ivan nelle storie di quei ragazzi: pieni di sogni, progetti, speranze.. spazzate via proprio nei luoghi che avevano sempre amato..quella terra che li aveva cresciuti e in cui si sentivano protetti.. quel mare che lo aveva affascinato e lo faceva sentire libero. Di nuovo l’emblema di quella natura che con una mano crea e con l’altra distrugge. La realtà è che l’uomo è impotente di fronte a tanta potenza, non può evitare che si scateni un terremoto dell’ottavo grado ne la furia di un mare forza otto, e non appena iniziano è già troppo tardi per poter rimediare.
Una cosa però l’uomo è in potere di fare: DIFENDERSI! Non costruendo case fragili come castelli di sabbia, e non sfidando per gioco le onde in tempesta.
E ovviamente possiamo AIUTARE. Noi dell’associazione lo stiamo facendo, ci siamo mobilitati stanziando una parte dei nostri fondi per questa emergenza, utilizzandoli per comprare direttamente ciò di cui necessitano e portandoglielo; per attivarci siamo in attesa di ricevere informazioni dalla protezioni civile su cosa spedire e su quale sia il momento migliore per evitare un sovraccarico di donazioni inutili.